|
.::. Flegrea in pole position. Capasso: "Stiamo lavorando alla grande" |
|
| mercoledì 28 luglio 2010 | |
L’esperienza non manca a nessuno dei due, la competenza neppure. Così Dario Capasso, allenatore della neonata Flegrea, ed il neo diesse Augusto Di Iorio, hanno saputo costruire in queste settimane una squadra che sembra già avere tutti i numeri per disputare il prossimo campionato di serie C1, provando a guardare molte altre compagini dall’alto verso il basso.
La società, che fa capo al presidente Guardascione, è nata da una
costola della Wonderline Flegrea, ma di fatto ha rispolverato un vecchio
progetto che lo scorso anno, dopo la fusione con la Trilem di Peppe
Errico era stato nuovamente accantonato nel cassetto dei sogni: “Abbiamo
lavorato bene - dice Capasso con un pizzico di orgoglio -, Di Iorio
nella sua nuova veste di direttore sportivo ha dimostrato grande
competenza e professionalità. La nuova squadra nasce dai cocci della
vecchia Trilem, di quei ragazzi che sono rimasti con me e Guardascione,
più qualche elemento che potrà fare la differenza in categoria. Mi
riferisco a diversi giovani che, a mio parere, hanno grandissimi margini
di crescita”.Alla fine, dopo la parentesi con la Trilem, anche Capasso è rimasto con Guardascione: “Diciamo che quella con la Trilem è stata una breve parentesi, sia pure condita dalla vittoria nel campionato di C2, e dalla salvezza dello scorso anno, caratterizzata tra l’altro dalla fase nazionale della coppa Italia”. Una coppa che ha lasciato tanta amarezza... “Beh, si. Se ripenso a come siamo stati eliminati, ed a quanto poco sarebbe bastato nel mercato di gennaio per rinforzare la squadra e chiudere diversamente la stagione, provo un pizzico di rammarico, ma va bene anche così. Abbiamo conquistato comunque una salvezza che resterà un traguardo importante, viste anche come si erano messe le cose ad un certo punto del campionato”. Il prossimo campionato sarà caratterizzato dalla regola degli Under introdotta dalla Federazione: “Una regola giustissima, di cui si aveva bisogno. Sbagliati solo i tempi, non si può comunicare un cambiamento così radicale poco prima che inizia la nuova stagione. Si sicuro puntare sui giovani consentirà man mano un ricambio generazionale che, secondo me, in realtà, è iniziato già da qualche annetto”. Il nuovo campionato sembra tutto da scoprire, dopo gli addii di sodalizi come il San Marzano e la Mecobil che, in un primo momento, sembrava destinata alla C1: “Sarà una stagione nuova. Ci sono diverse squadre che hanno operato bene, come la Pegaso, l’Acacie, l’Avellino. Di certo sarà un campionato tutto da decifrare, con i ripescaggi e le tante novità introdotte”. E la Flegrea? “Noi saremo una delle mine vaganti, una squadra che potrà dare fastidio un po’ a tutti ed essere, perché no, l’ago della bilancio del campionato. Sonon convinto di avere a disposizione un’ottima squadra, speriamo di non avere intoppi e di poter lavorare sembra con la giusta serenità. La verità è che non vedo l’ora di iniziare questa nuova avventura”. |
|
| Scritto da Gaetano D'Onofrio |
| < Prec. | Pros. > |
|---|


L’esperienza non manca a nessuno dei due, la competenza neppure. Così Dario Capasso, allenatore della neonata Flegrea, ed il neo diesse Augusto Di Iorio, hanno saputo costruire in queste settimane una squadra che sembra già avere tutti i numeri per disputare il prossimo campionato di serie C1, provando a guardare molte altre compagini dall’alto verso il basso.
La società, che fa capo al presidente Guardascione, è nata da una
costola della Wonderline Flegrea, ma di fatto ha rispolverato un vecchio
progetto che lo scorso anno, dopo la fusione con la Trilem di Peppe
Errico era stato nuovamente accantonato nel cassetto dei sogni: “Abbiamo
lavorato bene - dice Capasso con un pizzico di orgoglio -, Di Iorio
nella sua nuova veste di direttore sportivo ha dimostrato grande
competenza e professionalità. La nuova squadra nasce dai cocci della
vecchia Trilem, di quei ragazzi che sono rimasti con me e Guardascione,
più qualche elemento che potrà fare la differenza in categoria. Mi
riferisco a diversi giovani che, a mio parere, hanno grandissimi margini
di crescita”.

