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C1, primo quadrimestre. Conferme, delusioni, sorprese
sabato 07 gennaio 2012
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C1 al giro di boa. Tempo di bilanci. Parziali. Tempo di analisi su chi finora ha operato bene, e chi invece dovrà cambiare marcia nel girone di ritorno. In testa c’è l’Afragola. Un super Afragola. Squadra tosta, esperta, chimicamente costruita per vincere. Un’ossatura forte, che ha operato nel mercato all’insegna del “poco ma buono”. Poco, tre puntelli, ma buono, anzi ottimo, se si parla di Stiano, Attanasio e, ultimo arrivo, Busino. Squadra da record, quella di Gennarelli, che oltre ad un tasso tecnico invidiabile, ha dalla sua una dote con la quale spesso si vincono i campionati: la cattiveria e la convinzione dei propri mezzi. A meno di ribaltoni ad oggi difficili da preventivare, la forbice per il taglio del nastro è già dall’arrotino. Per un’Afragola che ha confermato pienamente le attese, ci sono Traiconet e  Casavatore che, nonostante le nomination, non hanno preso neppure un Oscar. I montesi hanno tradito il ruolo di favorita costruito nel mercato estivo. La delusione per il mancato ripescaggio in B, la partenza ad handicap, poi la scelta di ridimensionare l’organico che, tuttavia, pare aver restituito sicurezza all’ambiente. Il ritorno dei fedelissimi al Pala Alighieri, nonostante l’addio di alcuni pezzi da novanta, può essere la spinta verso i play-off. Discorso uguale e diverso per il Casavatore. In termini di mercato, anche la squadra di patron Caturano ha servito il check out ai tre tenori del mercato estivo: Longobardi, Russo e Guerra. Il check in di dicembre non ha portato a Casavatore i grandi nomi, ma giocatori probabilmente più motivati e funzionali al modus putandi societario. La classifica non sorride, per poter alimentare la speranza, bisogna tornare a ruggire in casa. Pagella del primo quadrimestre che sorride anche a NapoliLepanto, Flegrea e New Team. I vesuviani, dopo un avvio di campionato condizionato da risultati altalenanti e scaramucce societarie, hanno trovato la strada della continuità. Per adesso gli standard di rendimento dell’Afragola sono l’Everest, ma il campionato è ancora lungo. Il progetto Flegrea è un investimento che non teme lo spread. Di Iorio non lo ha mai nascosto, ha in mente un progetto di futsal stile Barca, sia dal punto di vista tattico che societario. Possesso, circolazione di palla e pressing, da una parte. Promozione e crescita canterana dall’altra, con Mollo, Fierro e Albano a fare da balie di lusso. Col tempo i risultati arriveranno di sicuro, col rimpianto Coppa Italia ancora sullo stomaco e gocce di Maalox nel cassetto. NapoliLepanto che ha scucito presto il ruolo di outsider dalla “camiseta”. I play-off erano e restano l’obiettivo dichiarato. Dopo le prime giornate in giro sull’altalena, Oliva ha gettato i pilastri per una seconda parte di stagione top. Promosso a pieni voti anche il mercato di riparazione. Tra i primi della classe anche il Miseria E Nobiltà. Maddalonesi spumeggianti nella prima sezione del girone d’andata. Poi qualcosa è andato storto, le partenze del mercato dicembrino hanno un po’ minato la serenità. Ma la leggera flessione dell’ultimo mese non muta la pagella più che soddisfacente della squadra casertana. Resta in stand by la situazione del Sant’Egidio. Nessun debito forte, di quelli irrecuperabili prima della fine dell’anno, ma dopo l’avvio monstre la squadra ha finito il propellente nucleare. Il richiamo di Malafronte e il benservito a Bruno rappresentano, nell’ottica societaria, il suono dall’allerta. La sveglia per non perdere troppo presto il Pendolino dei play-off, oggi lontano dalla stazione. Bello a metà il Cus Avellino. La scelta iniziale di affidare la panchina ad Errico non ha pagato. La squadra ha cambiato faccia dopo il ritorno di Carbone, l’uomo giusto al posto giusto. Ora arriva lo stesso banco di prova dello starting del girone d’andata. Tutte in fila, in rapida sequenza, le migliori del lotto. Se il lupo ne esce indenne e, anzi, fa punti pesanti, può ripartire la corsa ai play-off. Bilancio in positivo anche per la Trilem di Orefice, che resta una squadra da prendere con le molle per qualsiasi avversario. Capace di mettere in difficoltà chiunque, ma quest’anno meno lunatica e più costante, senza tanti sbalzi d’umore. Tra color che sono sospesi, la classifica vede in testa il Calvi Simaldone di Lamparelli. La crasi tra le due realtà calcettistiche ha portato in dote elementi di valore, ma l’assenza del puntero di peso si fa sentire. Con un pivot di categoria, i blu-skies avrebbero cinque-sei punti in più da mandare a referto. Da lode, nonostante la classifica poco felice, il primo quadrimestre del Real Sant’Erasmo. La Coppa Italia Regionale portata a casa da outsider è la perla da incastonare nel diadema di Lieto. In campionato il rendimento deve salire, per forza di cose. Con un Bucciero in più ed un Di Lella versione Foglia, la salvezza non è un miraggio. Caso di studio il Gladiator. Con la distinta di gara da una parte e la classifica dall’altra, si fa fatica a giustificare il rendimento in campionato. Un avvio da buttare, un mercato di riparazione da top club, resta “La ricerca della felicità”, che stenta ad arrivare. Ma qualcosa, in positivo, si è mosso. Sotto la sufficienza il Solofra. I conciari sono ben al di sotto degli standard delle ultime stagioni. Alibi parziale dell’emorragia di punti è l’infermeria sempre troppo piena, con tempi di attesa da Asl napoletane. Ora che tutti, o quasi, hanno recuperato, Cocchia deve fare il l’impresa salvezza. Un’impresa in cui continuano a credere Nocera, Turris ed Eboli. I molossi hanno avuto l’ossigeno attaccato per buona parte del girone d’andata, in cui sono scesi in campo sapendo di partire un gradino sotto all’avversario. Penalizzati dalle tante defezioni e dallo sfortunato flop Della Brenda, i rossoneri nelle ultime giornate sembrano aver ripreso a correre. Finalmente la sala d’attesa del medico sociale si è svuotata, e Imperato è tornato ai livelli stratosferici della Mecobil. Il miracolo salvezza è meno difficile da compiere. In casa Turris squadra, società e tecnico hanno pagato l’impatto con la categoria. Il grande salto è stato tutt’altro che indolore. A farne le spese mister Miele, che ha raccolto consensi per il gioco espresso ma pochi punti. A Volpe, adesso, il compito di tirare fuori il 110% da un roster che appare disorientato. Nell’ultimo banco resta l’Eboli. Il girone d’andata non è mai stato il punto forte dell’organico eburino, che nelle ultime stagioni ha costruito la Mission Impossible salvezza sempre nel girone di ritorno. L’effetto sorpresa del portiere di movimento, sembra essersi affievolito. Oggi chi affronta gli uomini di mister Naimoli, adotta le necessarie contromisure. La remountada resta un marchio di fabbrica, ma quest’anno sembra tutto più complicato. 

Antonio Del Vecchio - antoniodelvecchio@calciofive.net   
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